Marine Litter e Ecotossicologia

Marine Litter & Ecotossicologia

 

 

Marine litter

La presenza di detriti marini di origine antropica, noti anche con il termine di marine litter, rappresenta un potenziale rischio per la salute dell’ecosistema marino. Tra le tipologie di detrito di origine antropica presenti in mare una percentuale numerica molto alta è costituita da plastiche. 

Si stima che circa 5.25 miliardi di plastiche, per un peso di 269.000 tonnellate, galleggino sulla superficie dei nostri mari. In un primo momento, la ricerca in ambiente marino del cosiddetto “litter” si è spesso concentrata sugli effetti dati dalle plastiche definite meso- (0,5 – 2,5 cm) e macro-detritiche (> 2,5 cm); concentrandosi principalmente sull’ingestione di questi grossolani detriti in ambiente acquatico da parte di mammiferi, tartarughe, pesci ed uccelli. Tuttavia, oggi il problema ha assunto proporzioni tali che il monitoraggio di questi materiali su scala mediterranea è diventato uno degli obiettivi dell’Unione Europea che ha addirittura incluso il marine litter nella Direttiva Quadro sulla Strategia Marina. Negli ultimi anni, grazie anche allo stimolo esercitato dall’Unione Europea, i monitoraggi si sono concentrati oltre che sulle componenti macroscopiche anche sulle frazioni di più piccole dimensioni che sono immesse direttamente in ambiente o derivate dalla degradazione delle frazioni macroscopiche. Queste, le cui dimensioni sono comprese tra 50 e 5.000 µm sono note come microplastiche.  

 

Microplastiche

Le piccole dimensioni delle microplastiche determinano una più vasta diffusione ed una gamma di specie interessate significativamente più ampia infatti possono essere ingerite da organismi posti a diversi livelli trofici. Gli effetti dell’ingestione di microplastiche non sono ancora completamente noti ma sono state documentate da ricerche scientifiche recenti, induzione delle risposte immunitarie, alterazioni dei tessuti e danni biologici nelle specie che le ingeriscono. È stato dimostrato che le microplastiche possono rilasciare sostanze chimiche in esse presenti e adsorbire e rilasciare contaminanti ambientali con cui sono venute in contatto accidentalmente (es. bisfenolo A e ftalati). È stato inoltre dimostrato che possono ospitare e veicolare batteri e virus trasportandoli da una zona geografica all’altra come piccole zattere. La ricerca è ancora in corso di sviluppo su queste tematiche e non si hanno dati univoci relativi ai possibili rischi per la salute umana. Ciò nonostante le conoscenze sull’argomento sono ancora frammentarie soprattutto in merito a quali composti chimici possono essere rilasciati dalle microplastiche ingerite agli organismi. 

La presa di coscienza sulla diffusione delle microplastiche ha fatto sì che il mondo scientifico e l’opinione pubblica abbia un interesse crescente sui potenziali effetti della presenza di microplastiche anche per la salute umana. Questo ha portato la ricerca scientifica ad effettuare analisi finalizzate a determinare la presenza di microplastiche in alimenti destinati al consumo umano con lo scopo di definire i livelli attuali, capire la fonte delle plastiche eventualmente presenti nell’alimento (packaging, contaminazione da rete trofica, processo produttivo), individuare strategie di abbattimento delle plastiche eventualmente presenti, migliorare la qualità generale dell’alimento destinato al consumo umano e ridurre, pertanto, possibili rischi eventualmente associati alla presenza di questo tipo di contaminazione. 

 

Servizi Offerti

Bioscience Research Center ha sfruttato l’esperienza decennale del suo staff e l’entusiasmo dei suoi ricercatori per effettuare ricerche scientifiche sulle tematiche sopra esposte e per ottimizzare procedure di estrazione ed analisi di microplastiche da varie matrici ambientali e biologiche. 

Il centro ricerche ha effettuato molti saggi in laboratorio su specie test e determinazioni su sedimenti, suoli, acqua, acqua potabile, alimenti destinati al consumo umano (es. mitili, ostriche, specie ittiche di interesse commerciale come acciughe e sardine). È di recente conclusione un’indagine quantitativa sulle microplastiche presenti nel sale da cucina di origine marina, mentre continua la sperimentazione su vari alimenti, acque, suoli e sedimenti, molluschi ed invertebrati marini. 

Grazie alla strumentazione di cui dispone (μFT-IR, Nicolet i-10, Thermo) effettua analisi quali-quantitative ed analisi chimiche sulle plastiche (macro, meso e microplastiche fino a 5 μm), nelle varie matrici ambientali, alimentari e biologiche. Si effettuano anche studi ed analisi relativi al packaging (es. test di invecchiamento dei materiali usati per il confezionamento di alimenti). 

 

Ecotossicologia

L’ecotossicologia è la scienza che studia gli effetti tossici che una determinata sostanza o una miscela di sostanze possono avere sull’ambiente ed, in particolare, sugli organismi viventi caratteristici di quell’ambiente. Le analisi ecotossicologiche sono prescritte dalle normative relative a:

  • monitoraggio degli scarichi in acque superficiali (D.Lgs 152/06)
  • movimentazione dei sedimenti marini con finalità di dragaggio sia in aree costiere e di foce o portuali
  • movimentazione dei sedimenti e terreni all’interno dei siti di bonifica di interesse nazionale (D.Lgs 152/06; D.M. 172/2016 e D.M. 173/2016).
  • attività di ripascimento di aree costiere sia con sabbie locali che con sabbie relitte.
  • movimentazione in ambito marino (es. posa di cavi e condotte, operazioni su corpi morti ecc).
  • monitoraggio ambientale in ambito marino costiero ed in generale anche in ambienti acquatici dulciacquicoli.
  • classificazione H14 dei rifiuti
  • commercializzazione di sostanze chimiche in ambito Comunitario (REACH) 

 

Servizi offerti

Il Centro Ricerche BsRC ha una grande esperienza nel settore ecotossicologico, esperienza documentata sia dagli incarichi ottenuti sia dalle pubblicazioni scientifiche effettuate. 

Grazie alla strumentazione ed all’allestimento laboratoriale di cui è dotata è in grado di eseguire, durante tutto l’anno, analisi ecotossicologiche su una vasta gamma di matrici ambientali naturali quali: suoli, sedimenti, acque superficiali e profonde sia marine che dolci o di estuario. 

BsRC effettua, inoltre, analisi su scarichi civili o industriali completando la sua offerta anche con le fasi preliminari di pianificazione e campionamento della matrice da analizzare.

Effettua analisi su rifiuti, su eluati di rifiuti o di matrici solide, sostanze chimiche pure o miscele di sostanze chimiche. 

Offre consulenza specialistica di alto profilo professionale relativamente alle problematiche di tipo ecotossicologico relative sia alla gestione di dati ed elaborazioni degli stessi che nell’ambito della pianificazione di strategie di caratterizzazione e monitoraggio. 

Sono utilizzati, per lo svolgimento dei test ecotossicologici, organismi appartenenti a diversi livelli trofici: produttori, consumatori, decompositori. Tra gli altri sono utilizzati l’alga unicellulare Phaeodactylum tricornutum, l’Anfipode Corophium orientale, il Crostaceo di acqua dolce Daphnia magna ed i batteri bioluminescenti Vibrio fischeri. Completano i test di sperimio ed embriotossicità con Paracentrotus lividus, Mytilus galloprovincialis e Crassostrea gigas che il centro è in grado di effettuare tutto l’anno. 

Di seguito sono riportate le metodiche seguite per l’esecuzione dei test standardizzati (ISO, EPA, OECD APAT o ICRAM) effettuati più frequentemente dal nostro Centro ricerche.

È laboratorio Accredia (LAB n. 1715) per la prova “Inibizione della bioluminescenza nel batterio Vibrio fischeri” per i metodi ISO 11348:3 2009 e APAT-IRSA-CNR 2003 8030.

 

Consulta la lista delle principali tipologie di Analisi ecotossicologiche